giovedì 10 aprile 2014

era solo una strada

E dopo poco la mia superstrada diventò una strada, lunga e scura, un tunnel da dove una tranquilla mattina come mille mattine, non sono mai uscita.
E se il buio e il freddo erano ovunque già da tempo forse potevo sentirmelo prima, dovevo capire... e invece ho lasciato che tutto succedesse senza fare niente.
Ho lasciato tutta la mia vita chiusa in un istante, in una corsa, in una distrazione perchè non valeva poi tanto quindi potevo anche distrarmi, ora ho capito.
La mia vita per me non valeva niente quella mattina e me la sono quasi lasciata sfuggire di mano, però non mi è sfuggita e ora è lì come una cosa nuova, intatta, non conosciuta.
Pare una cosa bella, una cosa delicata

domenica 16 marzo 2014

superstrada

Penso e ripenso, ma nessuna conclusione, una tastiera davanti a me, uno schermo e niente più.
C'è rabbia nel cuore. Crescere vuol dire cambiare, perdere qualcosa e aggiugere altre cose,
crescere vuol dire soffrire.
Non è sbagliato è soffrire, farlo da soli è sbagliato, se accade in compagnia passa prima.
Crescere è un virus, si sta un po' a letto, arriva la febbre, si suda, si rimane senza fame e senza forze e poi piano piano tutto passa, la malattia passa, basta un antipiretico o un antinfiammatorio e una mattina ci si ritrova grandi.
Grandi, ma con la testa piena di pensieri e tanto male che durerà ancora qualche giorno, perchè tutto quello che si è stati fino al giorno prima non va via in una notte di febbre.
Forse sto cambiando, può darsi che il viaggio sia fermo perchè devo mettere benzina, in teoria sarebbe facile solo che nell' area di sosta c'è qualcuno che mi da fastidio, i soliti, che passano e danno noia se una donna è da sola, da sola in mezzo a una superstrada. E' quasi notte in questo viaggio, dovrei cercare un posto per dormire, per riposarmi un po', guido da troppe ore, da troppi anni, la vista è offuscata, la mente non è lucida, ci vuole di corsa un albergo, anche solo un motel, per recuperare almeno 8 ore e vedere se domani mattina sono più io e se spunta un po' di sole. Fuori è freddo, è buio, le luci della strada non illuminano più e i fari delle auto abbagliano e basta. Ci sono tanti fari, troppi, le auto sono scure, corrono via veloci, vanno in fretta a cercare quello che non c'è.
Io devo riposare.

martedì 4 marzo 2014

pezzi di stelle

Domani tra terra e luna passa un asteroide... e alla mente tornano tante cose. La più semplice? X files. Telefilm cult di anni fa, ero ragazzina, sognavo gli extraterrestri, sognavo di sapere quello che non sappiamo, volevo la verità assoluta, volevo sapere cosa c'è oltre le stelle e in 2 ore di telefilm la sera, una volta a settimana mi pareva di capirlo di più.
E' tutto così semplice quando si è ragazzi, basta così poco e la mente va.
Qualcosa resta anche perchè io sono un'altra ma i sogni più o meno sono quelli, solo che ora ho capito che non sempre i sogni si possono inseguire e la mia verità non l'ho ancora trovata.
Stasera c'è vento, un vento strano, forte, un vento che sa proprio di asteroide, che sa di richiami lontani, sa di qualcosa di più, sa di forze che non conosciamo, è un un vento che sa di fine del mondo e se il mondo finisse tra poco forse finalmente la mia vita avrebbe senso.
A X files collego la scuola, il liceo, la chimica, i rumori, le mattine e le corse per arrivare al treno, alla mente tornano cose che poi sono spiegazioni, con la chimica c'era la letteratura italiana, latina o greca, la filosofia e pezzi poesie, andava bene tutto, io cercavo qualcuno che mi spiegasse di che cosa sono fatta e di che cosa è fatto il mondo e sono stata pure fortunata, ogni tanto l'ho trovato l'ho trovato. Proprio negli anni più bui della mia vita qualche luce è comparsa, così piccola ma così forte che è bastata a riempire tutta una vita.
Una luce che mi ha tenuto a galla, mi ha permesso di vivere, sono sopravvissuta al quasi inferno del niente e l'universo che domani per molti sarà solo una notizia di cultura generale sul giornale che compreranno e che il giorno stesso butteranno, quell'universo mi ha quasi sfiorata, quando ero più sola e più triste, quando ero quasi piccola, quando proprio non sapevo da chi andare per avere un po' di aiuto.
Probabilmente avrei qualcuno da ringraziare, perchè quel qualcuno mi ha regalato un po' di pace e nemmeno lo sa.


lunedì 24 febbraio 2014

andare più piano

Andare più piano,
i silenzi
la musica non può essere piena dalla mattina alla sera
dall inizio alla fine.

lunedì 17 febbraio 2014

se chiami chi non c'è

E' inutile chiamare chi non c'è, allora perchè lo facciamo?
Cosa cerchiamo, quale consolazione? Nessuna , non c'è consolazione al dolore, solo una fitta forte che non passa mai e stupidamente proprio quando la fitta è più forte chiamiamo chi non c'è.
E' uno scherzo della mente, la mente non è collegata con il cuore in quel momento... si vede.

domenica 16 febbraio 2014

colori 2

Ripeto è impossibile separare due colori che stanno bene insieme, ci provo (perchè?) ma più provo e più capisco che è impossibile.
Si fondono subito, si armonizzano tra loro e danno un altro colore ancora più bello.
Non ha senso cercare di dividerli.
Secondo me il problema è che spesso nella perfezione cerchiamo per forza l'imperfezione, perchè quando pare tutto bello, tutto a posto allora viene il dubbio di aver comunque sbagliato qualcosa, viene l'ansia di stare bene.
Quasi nessuno crede alla felicità e quasi tutti si accontentano, così tanto per vivere più o meno bene una vita ma se invece esistesse qualcosa di più per tutti?
Se fosse sbagliato accontentarsi sempre?

venerdì 7 febbraio 2014

ora il viaggio è fermo

E ci cado, era lì a dieci passi ed è arrivata di nuovo, prepotente, forte severa, urlante, la solitudine.
E' arrivata quando credevo di averla superata da un pezzo, è arrivata e si è presa tutto. Anzi fa peggio continua, spezza tutto, frantuma tutto, riempie la testa e la vita, non lascia un attimo.
Non posso mandarla via.
Non posso reagire o difendermi, non posso fare niente.
Posso solo restare a guardare quasi incantata tutte le cose che c'erano e ora non ci sono più, posso guardare e piangere per tutte le cose che sto prendendo senza nemmeno capire perchè.

Il viaggio si è fermato, per forza di cose ora deve un attimo fermarsi, ora deve difendere quello che resta e poi cercare una strada nuova e se questa strada non dovesse esistere allora il viaggio non ripartirà mai più.

A volte la vita finisce anche quando non si muore, a volte basta una parola e finisce per sempre un mondo intero e signori finisce anche se era il mondo più bello, più vero, più protetto e amato, finisce anche se era quella parte di vita per cui hai lavorato di più, niente, basta un secondo e finisce tutto.

Non mi sa di ristoro, il viaggio si è fermato, ma non ai rifornimenti, il furgoncino si è piantato in pieno deserto e più provo a ripartire più le ruote affondano nella sabbia, il  telefono non prende e tra poco sarà notte e freddo. Il rischio è alto. Si rischia proprio la vita. Va be vedremo, magari succede un miracolo.